ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PER LA CULTURA E L'UNITA' DELLE SINISTRE
 
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Assemblea nazionale del 20 aprile 2002

 
   
 

Rielaborazione a cura di G. Dursi (frfqdu@tin.it) - Fonte: © Avvenimenti 2002

 

"SOCRATE", PER LA VALORIZZAZIONE POLITICO-CULTURALE DELLA TRADIZONE DEL MOVIMENTO OPERAIO E PER IL RILANCIO DELLA SINISTRA ITALIANA

A Bologna è nata un'associazione che, promuovendo la cultura, mira a superare la crisi politica

 

Il 20 aprile 2002, si è tenuta a Bologna l'assemblea costitutiva della ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA CULTURA E L'UNITA' DELLE SINISTRE - SOCRATE. Circa centocinquanta i partecipanti, provenienti da ogni parte del paese, alcuni dei quali in rappresentanza di circoli territoriali in via di formazione (in Campania, in Piemonte, in Emilia Romagna).

Pieno accordo tra i partecipanti sugli obiettivi definiti e sintetizzati nell'articolo 3 "Oggetto sociale" dello Statuto: "L'Associazione si propone di dare un contributo per porre riparo all'inquietante stato di salute della sinistra italiana. La principale patologia della sinistra italiana essendo la frantumazione e la rissosità, nonché cosa ancor più grave, lo scarso interesse per la riflessione e la ricerca, l'Associazione si propone di sviluppare un'azione soprattutto culturale che contribuisca ad invertire tale tendenza, nefasta e vagamante autolesionista '.. Le iniziative dell'Associazione sono finalizzate a: sviluppare la coscienza critica delle masse popolari circa le politiche economiche e sociali adottate dai governi nazionali e dagli organismi politici ed economici internazionali; incentivare la partecipazione democratica dei cittadini alla vita delle istituzioni rappresentative, concorrendo a diffondere le informazioni che ineriscono alle decisioni politiche, a tutelare ed ampliare la cittadinanza attraverso la creazione di nuove forme organizzative della società civile ... ".

Il lavoro dell'Associazione sarà soprattutto di tipo culturale con la promozione di attività di ricerca ed approfondimento scientifici: "E' convincimento dei promotori dell'Associazione (ndr: Luciano Canfora (*), eletto Presidente di "SOCRATE", Nerio Nesi, Ivan Cicconi, Adalberto Minucci, Direttore di Avvenimenti ed altri) che questo lavoro scientifico, se condotto con impegno ed adeguata preparazione, comporterà necessariamente un effetto direttamente politico. E tale effetto non potrà che essere nella direzione della unità, visto che le divisioni a sinistra, il settarismo e la diffidenza reciproca, sono per lo più, frutto di scarsa comprensione dei valori fondamentali che identificano la sinistra stessa. Ma la promozione della conoscenza, se si tratterà di lavoro valido, potrà dare un contributo notevole anche al rinnovamento dei partiti, ora ritardato dalla ostinata autodifesa del proprio potere da parte dei vari gruppi dirigenti.

L'Assemblea di Bologna ha già offerto un primo momento di approfondimento sul tema "Lavoro, Legalità, Democrazia", con un'iniziativa pubblica che ha visto la partecipazione di molte persone e militanti dei partiti della sinistra. L'introduzione, particolarmente apprezzata, è stata svolta da Luciano Canfora che ha approfondito gli elementi di connessione politici e sociali, delle problematiche relative al lavoro, alla legalità ed alla democrazia [Luciano Canfora "Critica della retorica democratica, Laterza, 2002   9, 50 (**); www.societaperta.it/biblioteca/canfora.htm -

www.societaperta.it/biblioteca/canfora_retorica.htm - lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/canfora.htm] che rischiano rimanere separate e dunque di non stimolare l'unità fra i "movimenti" che a queste stesse problematiche si richiamano.

Luciano Canfora è stato eletto Presidente dell'Associazione che ha assunto come nome riassuntivo delle sue finalità "SOCRATE", il filosofo greco condannato per empietà nelle "democratica Atene". E' lo stesso Statuto che dà conto di questa scelta, laddove chiarisce che l'Associazione "si muove su di un presupposto socratico (la virtù è insegnabile) e illuministico (la luce può disperdere le tenebre). E' dunque ottimistica nella sua volontà d'agire, anche se, necessariamente, realistica nel valutare gli ostacoli che dovrà affrontare".

Diversi sono gli aderenti che, a breve scadenza, hanno programmato di realizzate due iniziative messe in calendario nel corso dell'assemblea costitutiva del 20 aprile: la prima è la promozione di una lotta contro la mafia che ha avuto un suo momento centrale nel giorno del decimo anniversario della strage di Capaci. Per quella data, "SOCRATE" ha preparato un corteo virtuale, sulle strade di IterNET, che si è concentrato nell'azione di scaricamento, il 23 maggio, delle "voci" degli iscritti, simpatizzanti e di coloro ne condividono lo spirito tramite sull''e-mail del Ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, contro qualsiasi proposito di "convivenza con la mafia", che lo stesso Lunardi ha ipotizzato. La seconda iniziativa è un work in progress utilmente orientato ad organizzare un incontro nazionale con tutte le associazioni della sinistra nate in questi ultimi anni.

 

 

 

Note

( * ) BIOGRAFIA - Luciano Canfora (Bari, 1942) è ordinario di Filologia greca e latina presso l'Università di Bari. Laurea: giugno 1964 (Storia romana). Perfezionamento in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Asistente di storia antica, poi di letteratura greca. Ha insegnato anche: Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. Fa parte del comitato scientifico della "Society of Classical Tradition" di Boston, della Fondazione Istituto Gramsci di Roma. Dirige la rivista "Quaderni di Storia" e la collana di testi "La città antica". Fa parte del comitato direttivo di "Historia y critica" (Santiago, Spagna), "Journal of Classical Tradition" (Boston), "Limes" (Roma). Ha studiato problemi di storia antica, letteratura greca e romana, storia della tradizione, storia degli studi classici, politica e cultura del XX secolo.

PUBBLICAZIONI
Ha pubblicato tra l'altro:

'         storia antica: Tucidide continuato, Padova Antenore 1970; Storici della rivoluzione romana, Bari Dedalo 1974; Una società premoderna, Bari Dedalo 1979; Tucidide e l'impero, Roma-Bari Laterza 1991; Vita di Giulio Cesare, Roma-Bari Laterza 1999; La storiografia greca, B. Mondadori Milano 1999.

'         letterature classiche: Storia della letteratura greca, Roma-Bari Laterza 1986 (1989, III ed.); Ellenismo, Roma-Bari Laterza 1986; Vita di Lucrezio, Palermo Sellerio 1993; I classici nella storia della letteratura latina, Roma-Bari Laterza 1994; Il mistero Tucidide, Milano Adelphi 1999.

'         storia della tradizione: Totalità e selezione nella storiografia classica, Roma-Bari Laterza 1972; La biblioteca scomparsa, Palermo Sellerio 1986; Il destino dei testi, Roma Salerno Editrice 1995; Il viaggio di Aristea, Roma-Bari Laterza 1996; La biblioteca del patriarca, Roma Salerno Editrice 1998.

'         storia degli studi classici: Ideologie del classicismo, Torino Einaudi 1980; Le vie del classicismo, Roma-Bari Laterza 1989; Le vie del classicismo/2: Classicismo e libertà, Roma Bari Laterza 1998.

'         politica e cultura del XX secolo: Cultura classica e crisi tedesca, Bari De Donato 1976; Intellettuali in Germania tra reazione e rivoluzione, Bari De Donato 1977; Analogia e storia, Milano Il Saggiatore 1982; Concetto Marchesi e Giovanni Gentile, Palermo Sellerio 1985; Togliatti e i dilemmi della politica, Roma-Bari Laterza 1989; Idee d'Europa, Bari Dedalo 1997.

Numerosi titoli, tra quelli indicati, sono stati tradotti in: USA, Francia, Inghilterra, Germania, Grecia, Olanda, Brasile, Spagna, Repubblica Ceca.

 

( ** ) 1. "Ha da tornare Baffone!"- Recensione
Il provocatorio pamphlet di Luciano Canfora prende di mira ogni tipo di (ipotetica) democrazia
di Gianni Vattimo

Mentre ci sforziamo di non perdere del tutto la fede nel destino (anche italiano) della democrazia, il nuovo libretto di Luciano Canfora ha l'aria di un colpo di grazia. Canfora esamina con acume tutte le magagne delle cosiddette democrazie, le quali, bene che vada, possono al massimo esser chiamate regimi misti, che mettono insieme i sempre più evidenti tratti monarchici (i capi più o meno carismatici), oligarchici (finanzieri, tecnici, grand commis) e democratici (elezioni, per lo più condizionate dal potere del denaro).
Sapevamo già, da Churchill, che le democrazie occidentali sono il peggior regime possibile, tranne che tutti gli altri sono ancora peggio. Canfora non ci crede, come si può aspettare chi conosce le sue posizioni politiche. Che spiegano, anche se non giustificano, persino una sua paradossale difesa del terrore staliniano visto come uno sbilanciamento in senso monarchico che liquida l'oligarchia e stabilisce, almeno provvisoriamente, una qualche eguaglianza. Purtroppo, quando il regime si 'liberalizza', si crea quella nuova classe oligarchica che emergerà nella Russia post-gorbacioviana.
Ma a parte questi momenti che risultano un po' indigesti, le pagine di Canfora sono acute e persuasive, nella loro pars destruens. Che cosa ci si può aspettare, sul piano delle alternative desiderabili? Uno spostamento della lotta del proletariato a livello mondiale, i poveri (tantissimi) contro i ricchi sempre meno numerosi. E, immediatamente, per lo studioso, il compito di una analisi dei nuovi modi di produzione, in un mondo dove non ci sono più le classi nel senso di Marx. Non sembra molto, mentre si profila un nuovo ciclo capitalistico «di cui nessuno può immaginare, oltre che la durata, la ferocia».

2. Recensione - PER UNA CRITICA DELLA RETORICA DEMOCRATICA-CONFUTAZIONE DEI REGIMI OLIGARCHICI DELL'OCCIDENTE

Dinanzi allo scempio che oggi Berlusconi fa delle prerogative costituzionali della carta fondativa della Repubblica italiana del 1948, leggere il testo di Canfora è una sorta di necessario esercizio di critica democratica.

Nota pubblicata nella pagina culturale di Paese Nuovo- allegato pugliese de L'Unità il 12 sett 20.

"In Martin Brun lo scrittore Franck Pavloff (ed.Cheyne, 2002), racconta un apologo in forma di fiaba: una società che scivola lentamente ma inesorabilmente verso il totalitarismo. Prima vengono messi al mando i cani e i gatti che non sono bruni, poi è la volta di libri e giornali che ne conservano la traccia, per ultimo tocca agli uomini che in passato li hanno tenuti tra le mura domestiche. Insomma, un 'mattino bruno' anche tutti gli 'indifferenti' devono fare i conti con una dittatura. A leggere l'ultimo pamphlet di Luciano Canfora edito da Laterza (Critica della retorica democratica, arrivata alla 5^ edizione), quel 'mattino bruno' per le cosiddette democrazie dell'Occidente e in particolare per l'Italia, sta per arrivare. Eppure, già il sociologo americano William G.Sumner, come non ha mancato di notare Massimo L.Salvatori (cfr. Repubblica del 1/08/02), aveva avvertito del pericolo di una trasformazione della democrazia politica liberale in plutocrazia. La determinazione dei ricchi possidenti e capitalisti, ammoniva, può piegare gli interessi pubblici ai loro interessi di parte: per cui questa trasformazione, che svuota le prerogative dell'eguaglianza formale dei cittadini di fronte alla legge, progressivamente lede gli altri interessi, quelli della maggioranza. E così viene a cadere il fondamento politico rousseauiano: la sovranità popolare. Dinanzi allo scempio che oggi Berlusconi fa delle prerogative costituzionali della carta fondativa della Repubblica italiana del 1948, leggere il testo di Canfora è una sorta di necessario esercizio di critica democratica. Che mette sotto la lente dell'analisi storico-politica proprio il meccanismo che forma le maggioranze parlamentari e autoproclama questo meccanismo democratico. Ma quel meccanismo, che favorisce minoranze o un'elite o un gruppo di oligarchi, viene ricoperto dalla retorica. Appunto la retorica della democrazia, che nasconde invece il suo progressivo svuotamento. O forse, nella lettura marxiana (riproposta da Canfora in specie nella sua versione gramsciana) proprio la sua natura. L'atto di accusa è tagliente: le oligarchie hanno la capacità di organizzare il consenso elettorale a prescindere dall'essere reale maggioranza sociale. L'agone elettorale decide, insomma, solo quella, fra le minoranze organizzate, che riesce a prevalere sulle altre: se non quantitativamente (si veda l'ultima elezione presidenziale americana, in cui, scrive Canfora 'è stata imposta l'elezione a presidente degli Usa di Gorge Bush jr., nonostante egli avesse perso le elezioni' e questo perché 'forze potenti esigevano quel presidente, e dovevano comunque averlo', cfr. pp. 21/23), certamente in virtù di meccanismi elettorali che ad hoc premiano proprio quella capacità. L'infatuazione delle sinistre moderate italiane per il maggioritario è stata ed in consistenti fasce è ancora, un'infatuazione suicida: la minoranza organizzata dall'oligarchia economica ha tutti i mezzi e gli strumenti per organizzare il consenso di una minoranza (in termini assoluti) di elettori che indichino la legittimità di interessi di parte e non di interessi generali (posto che questi ultimi possano esistere senza un preciso segno di classe). Il reiterato refrain ripetuto fino alla noia, che l'attuale maggioranza governativa è legittimata dal corpo elettorale a ridisegnare regole, ma soprattutto a colpire interessi e inalienabili diritti del mondo del lavoro e delle classi subalterne, è così confutato. Questo testo, sebbene di più ampio respiro e centrato sulle contraddizioni delle società dell'intero occidente, è illuminante per i compiti dell'oggi. Andrebbe inviato al Presidente del Senato Pera, che in nome di Popper si scaglia contro Platone pur di favorire la sua fazione politica guidata da un esponente dell'oligarchia economica sceso direttamente nell'agone politico dopo che la sua permanenza in posizione dominante non poteva più essere garantita dalle vecchie forme di <<mediazione politica>> che, com'è noto, si nutriva di collusione mafiosa e corruzione. Da Socrate ad Aron, il nesso democrazia/oligarchia viene messo a nudo da Canfora, il quale, però, cerca di interrogare, in base all'analisi storico-politica, le sinistre del nostro paese. Di cui è facile individuare i limiti, come ad esempio quello di non avere un chiaro progetto sociale su cui innestare anche la contingente tattica politica (la parola d'ordine 'far cadere il governo Berlusconi' non è consequenziale, come dovrebbe, al pur riconosciuto 'tasso di pericolosità' dello stesso). Il fatto è che di sinistre non ce n'è una sola e il pessimismo di Canfora sulle rivoluzioni che inesorabilmente 'mangiano se stesse' non aiuta a comprendere la necessità di un antagonismo vitale e necessario per sconfiggere l'oligarchia e la retorica democratica. Ma questo deriva anche dalla scomparsa, nel suo libro, del movimento economico della società e dei suoi processi reali che fanno sorgere, sviluppare e morire le condizioni materiali dell'esistenza delle popolazioni e da cui la sfera politica, generandosi da esse, non può rendersi autonoma, come credeva la scuola di Tronti qualche anno fa. Ad Oriente e ad Occidente, al Sud e al Nord. Ma aspettiamo ora anche una 'critica della retorica capitalista', speriamo non invano".

di Ferdinando Dubla

 

 

Alcune foto della giornata.

(click sulle miniature per visualizzare l'immagine)

 











 

(foto di Alessandro Baroncini)

 

 
     
   
   
   

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